Curiosità

L'eccezionale volume del canyon sotterraneo è quello che distingue le Grotte di Škocjan da altre grotte e le pone al fianco di alcuni monumenti ipogei di fama mondiale.

Nel canyon scorre il fiume Reka, che prima del ponte Cerkvenikov most svolta a nordovest e prosegue il suo cammino nel canale Hankejev kanal. Si tratta di un canale sotterraneo lungo circa 3,5 chilometri, largo da 10 a 60 metri e alto oltre 140 metri, che fu esplorato già alla fine del XIX secolo. In alcuni tratti si allarga in enormi sale sotterranee. La più grande di esse è la sala Martelova dvorana, che con il suo volume di 2,2 milioni m3 è considerata la più grande sala sotterranea finora scoperta in Slovenia e anche una delle più grandi nel mondo. È interessante che un canyon sotterraneo cosi spazioso termina con un sifone abbastanza piccolo, che in caso di forti nubifragi all'esterno della grotta non riesce a far passare l'enorme quantità dell'acqua che si riversa nella grotta, causando cosi il ristagno dell'acqua e forti inondazioni che possono superare anche i 100 metri di altezza.

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(...) A quella intorno
Spargi le libagioni a onor dell'ombre:
Di latte misto al mèl, di brun Lièo,
Di chiara onda di fonte, e poscia, il tutto
Di bianca cereal polve cospergi (...),
Pecora negra ed un maschio agno immola,
Torcendo lor la fronte in vèr l'oscuro Èrebo (...),
allora a' tuoi comanda,
Le dal ferro crudel vittime stese
Nudar de' velli ed ardere, implorando
Il fier Pluto e Prosèrpina tremenda.

(Odissea, X, 663-686) 

Il poema di Omero descrive le idee degli antichi Greci riguardo agli inferi, secondo le quali la porta nel regno delle ombre sono vulcani e caverne. Prima di entrare nell'aldilà, Ulisse offri libagioni e olocausto alle deità degli inferi Ade e Persefone. Il poema epico di Omero, uno dei più antichi scritti esistenti, corrisponde al tempo della prima metà dell' VIII secolo a.C., ma si riferisce a tradizioni ancora più antiche. Sono di questo periodo anche i reperti rinvenuti nella grotta Mušja jama vicino a Škocjan. In questo abisso di 50 metri di profondità gli archeologi scoprirono oltre 600 oggetti in metallo del periodo tra il XII e l' VIII secolo a.C. Gli insediamenti a Škocjan e Gradišče ma soprattutto le numerose necropoli e altri ricchi reperti archeologici dimostrano che nel I millennio a.C quest'area ebbe un'importanza straordinaria . Questo è evidente soprattutto nella grotta Mušja jama. Oggetti abbruciacchiati e spezzati, perlopiù armi e ossa animali, che furono rinvenuti nell'abisso attestano che nella tarda età del bronzo sopra la grotta si svolgevano rituali di sacrificio alle deità probabilmente simili a quelli descritti da Omero nel passo citato sopra. A giudicare dai reperti, questo centro di culto fu visitato da pellegrini provenienti da luoghi distanti diverse centinaia di chilometri, dalle zone dell'Italia, le Alpi, la Pianura Pannonica, i Balcani e la Grecia. I contatti con le regioni distanti si riflettono anche nella comunità di Škocjan, che risalta sulla società di quel tempo per la sua eccezionale ricchezza e una spiccata gerarchia sociale. Già tre millenni fa, gli imponenti ingressi nel sottosuolo e le drammatiche scene dell'entrata delle acque nel tenebroso mondo dell'aldilà conferirono a Škocjan una grande forza simbolico-religiosa e ne fecero una località di culto che difficilmente trova paragoni sia nel territorio della Slovenia che nella più ampia area geografica.

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A causa di particolari condizioni microclimatiche, nella Velika dolina e la Mala dolina si è sviluppato un ecosistema eccezionale . Cosi, per esempio, crescono una vicino all'altra specie alpine (p. es. primula auricola) e mediterranee (p. es. felce capelvenere), il che è un fenomeno di eccezionale rarità. Questo è possibile a causa della natura del luogo di crescita delle specie alpine, che crescono sulle rocce nella parte ombrosa delle doline, la quale anche d'estate viene illuminata dal sole solo di rado e dove rimane fresco tutto l'anno. Ed è soltanto in tali condizioni che queste piante sono abbastanza competitive da sopravvivere. I rappresentanti delle piante mediterranee, al contrario di quelle alpine, sopravvivono solo dove le temperature non scendono sotto gli zero gradi. E questo è infatti possibile sulla volta della sala Schmidlova dvorana, dove a causa dell'aria dalle grotte le temperature anche d'inverno non scendono sotto lo zero.

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Le due doline di crollo e gli inghiottitoi delle Grotte di Škocjan furono menzionati già nell'Antichità e segnati sulle carte geografiche del XVI secolo, furono descritte da Valvasor (1689) e visitate da viaggiatori nel XVIII secolo. Cosi abbiamo una nota sulla visita del pittore francese Cassas nell'estate del 1782, il quale anche raffigurò il fiume Reka e le doline su tela. Il libro degli ospiti fu introdotto già nel lontano 1819 e un incentivo alle visite fu il sentiero conducente al fondo della Velika dolina costruito nel 1823. Come l' inizio del turismo vero e proprio può essere considerato l'anno 1884, quando la Succursale per il Litorale della Associazione alpina tedesca ed austriaca prese in appalto la gestione delle grotte e organizzò le prime visite turistiche guidate. Nelle note di Schmidl del 1853 leggiamo che in quel periodo ci furono soltanto circa 150 visitatori all'anno. Per l'inizio del XX secolo abbiamo note sul numero di visitatori in base ai biglietti venduti; nel 1903 ci furono 2230 visitatori e due anni più tardi già 3013.

  Approntato da: Samo Šturm, Borut Peric.